L’allevamento basato sul pascolo è la forma piú antica e naturale di zootecnia. Negli ultimi decenni la riscoperta di questo approccio è partita da Nuova Zelanda, Australia e Stati Uniti, dove il “grass-fed beef” è diventato sinonimo di qualità e sostenibilità. In Europa il Regno Unito ha fatto da apripista con organizzazioni come Pasture for Life, che certifica aziende grass-fed dal 2011.

In Italia il movimento sta crescendo grazie a una rete di allevatori, ricercatori e consumatori consapevoli. Il percorso per dotare il settore di standard chiari e verificabili è partito dal basso, dagli allevatori stessi, che nel tempo hanno condiviso le proprie pratiche con il mondo scientifico e le autorità arrivando a una bozza di disciplinare di produzione grass-fed: oggi l’unico riferimento esistente in Italia che consente ad una associazione nazionale di allevatori di comunicare in modo corretto e tracciabile questa identità produttiva.

SIPARI raccoglie il testimone di questo lavoro e lo porta in campo. Il cuore del progetto sono le attività dimostrative: nelle aziende pilota lombarde verifichiamo passo dopo passo cosa significa, concretamente, gestire un allevamento secondo i principi grass-fed, quali sono i risultati misurabili su benessere animale, qualità delle carni e impatto ambientale, e come questi risultati possono essere comunicati al consumatore.

Attraverso visite guidate, workshop, open day, seminari tecnici e contenuti divulgativi, SIPARI costruisce un ponte tra la ricerca scientifica e la pratica di campo, rendendo accessibili a tutti — allevatori, tecnici, cittadini — le conoscenze necessarie per sviluppare il grass-fed in Lombardia. L’obiettivo è dimostrare che questo modello produttivo è applicabile, replicabile e vantaggioso, e al tempo stesso contribuire a consolidare gli strumenti che permettono agli allevatori di comunicarlo.

Gli animali grass-fed vivono all’aperto, esprimono comportamenti naturali e si alimentano di erba fresca. La corretta gestione del pascolo riduce lo stress e migliora la qualità della vita degli animali.

Prati e i pascoli non vengono trattati con pesticidi o diserbanti. Se bene utilizzati, garantiscono la biodiversità vegetale e arricchiscono l’ecosistema.

L’uso di antibiotici e farmaci è estremamente raro, e limitato ai casi strettamente necessari, nel rispetto di tempi di sospensione.

Ogni capo è tracciato dalla nascita alla macellazione.Il consumatore può conoscere origine e storia dell’animale.

Qualità nutrizionale

Rapporto omega-6/omega-3 più favorevole (2-3:1 vs 5-10:1), maggiore CLA, vitamina E e antiossidanti.

Impatto ambientale

Sistemi al pascolo ben gestiti sequestrano carbonio nel suolo, riducendo l’impatto climatico netto.

Biodiversità

I pascoli permanenti sono ecosistemi ricchi. La gestione rotazionale favorisce la rigenerazione del suolo.

I dati SIPARI

Il progetto sta raccogliendo dati su aziende lombarde. I risultati saranno pubblicati qui.

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